Attivitá militare italiana

Cosa fanno le Forze Armate e tutte le altre istituzioni militari? Quali sono i loro compiti, come si diventa piloti di aerei, come si diventa incursori della Marina o paracadutisti? Cosa fanno i nostri militari nei Teatri operativi di Afghanistan, Libano, Kosovo, nelle attività antipirateria? Quale attività militare caratterizza questo mondo?
Sono queste domande che chiunque di noi si è sempre fatto, ma difficilmente ha trovato una risposta completa.

Il Mondo militare è variegato e l’attività militare racchiuse in se svariate missioni, come ad esempio Afghanistan Il contingente ammonta al momento a 3.150 soldati. Ne hanno sul campo più di noi solo Stati Uniti (28.850), Gran Bretagna (8.300) e Germania (3.380). I soldati italiani fanno parte dell’International security assistance force (Isaf), una missione di supporto al governo dell’Afghanistan che opera sulla base di una risoluzione dell’Onu. È composta da una forza internazionale che impiega circa 58.300 militari provenienti da una quarantina di nazioni. È stata costituita su mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2001 con il compito di sorvegliare la capitale Kabul e la vicina base aerea di Bagram da talebani, elementi di al Qaeda, eserciti mercenari e in seguito per proteggere il governo guidato da Hamid Karzai.

L’attività militare è anche legata a situazioni diverse da quello che è il vero e proprio mondo militare. Tra le innumerevoli di quest’anno infatti, è stato inserito un convegno sulle pari opportunità nel mondo militare con l’incontro donne e uomini nelle Forze Armate. Argomento che forse ha meravigliato qualcuno che pensava di parlare solo di armi e armamenti. Anna Maria Isastia, professore di Storia contemporanea nell’Università Sapienza di Roma, Luisa Del Turco, autrice del rapporto «Donne, pace e sicurezza. A dieci anni dalla risoluzione 325, una prospettiva italiana», Silvia Mari, ricercatrice nell’Università di Milano-Bicocca e, quale moderatore, Giulia De Cataldo di Radio Rai, hanno dato vita all’incontro durante il quale è emerso il ruolo fondamentale dell’attività militare della donna nella storia nazionale. «Le donne hanno sempre accompagnato gli uomini in battaglia, magari con ruoli di assistenza e logistici. Alcune combattendo vestite da uomini». E ancora: « Nel mondo Militare rimane traccia di questo storico impegno delle donne anche nelle attuali missioni internazionali».

Un provvedimento legislativo, legato al nome del Ministro Martino, che ha prodotto una rivoluzione epocale nel mondo militare, e in quella che è la principale attività militare nell’assetto delle Forze Armate e che ha creato le condizioni ottimali per una più consapevole accettazione, da parte dei giovani, del mestiere delle armi, visto oggi quale preziosa occasione per la loro formazione professionale e per il loro più favorevole inserimento nel mercato del lavoro.
Ovviamente, il costante interessamento dell’opinione pubblica e degli organi di informazione sulle questioni dell’attività militare ha imposto, di fatto, un potenziamento dell’attività del comparto comunicativo della Difesa: in tal senso vanno annoverati gli sforzi e la volontà dell’Amministrazione, sostenuti sempre con grande attenzione dal Ministro della Difesa e dai Vertici militari, di migliorare e rendere più efficace l’intero settore della comunicazione istituzionale, suggerendo di ampliare attraverso la comunicazione, quella che in effetti è la sempre importante attività militare, e promulgarla all’opinione pubblica.
In tale contesto, sul filo di un’ininterrotta continuità storica, la pubblicistica militare continua a svolgere un ruolo di primaria importanza, nell’attività militare proponendosi quale straordinario strumento di comunicazione esterna ed interna del mondo militare.

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