Archivi del mese: novembre 2011

Universo militare, che passione

La passione per il mondo militare accomuna gente di tutto il mondo anche se i modi di esprimerla variano da persona a persona: abbiamo chi desidera vivere la propria passione in prima persona e chi la dimostra attraverso l’ abbigliamento o gli accessori, chi ancora si dedica a questo hobby approfondendo le proprie conoscenze tecniche sul mondo militare.

Se si desidera fare della passione per il mondo militare un vero e proprio lavoro è necessario superare un concorso pubblico e un test psico – attitudinale, da preparare soli o con la consulenza di specialisti in grado di indirizzare ognuno verso la scelta più adatta. Chi desidera coltivare in modo attivo la propria passione per il mondo militare, ma in modo meno impegnativo dell’ arruolamento nelle forze armate, può dedicarsi a questo hobby partecipando ai giochi di guerra simulata o praticare il softair, che comunque richiedono buona forma fisica.
La maggior parte degli amanti del genere militare preferisce attività più sedentarie che spaziano dagli studi storici e tecnologici applicati al mondo militare, all’ abbigliamento, al collezionismo . Tra gli appassionati del settore che approfondiscono gli studi teorici sull’ argomento, alcuni si interessano di modelli strategici e tattici, altri si soffermano soprattutto sulle innovazioni tecnologiche di armi, sistemi di controllo e mezzi di trasporto, mentre altri ancora si dedicano a studi di storia militare e araldica . Sono molte infatti le riviste di approfondimento militare, così come esistono librerie e videoteche interamente dedicate agli appassionati del genere . Una passione che spesso si mostra attraverso il possesso di oggetti militari come cimeli, soldatini e modellini di qualsiasi forma e dimensione .
La moda di stampo militare si è diffusa a macchia d’ olio anche tra chi non ha mai avuto contatti con questo mondo, ma i veri appassionati hanno a disposizione una grande varietà di abbigliamento militare, senza considerare l’ attenzione che alcuni cultori del genere nutrono per l’ uniformologia, la branca della storia specializzata nello studio dell’ evoluzione dell’ abbigliamento e dell’ equipaggiamento militare.

Per altri cultori con questa passione mondo militare è sinonimo di armi e il loro interesse è rivolto principalmente al collezionismo ( ed eventuale uso ) di armamenti più o meno accessibili ( dai proiettili ai carri armati ).

In Italia il mondo militare è abbastanza trascurato, sia per la scarsità dei fondi, sia perché è una delle poche nazioni a non possedere un museo nazionale militare di ampio respiro in grado di fornire un quadro approfondito sul mondo militare del nostro paese.

Abbigliamento militare e il Soft-air

L’uomo è sempre stato affascinato dalle uniformi e da ciò che riguardava il mondo militare.
Sin dai tempi più antichi, l’attività militare dava una posizione di prestigio nella gerarchia sociale. Nella Roma Repubblicana, l’arruolarsi nell’esercito era considerato il miglior modo per ascendere nella società, ed i soldati vestivano orgogliosamente la loro uniforme in parate e feste religiose; gli stessi imperatori venivano ritratti in vesti di condottieri, impegnati in attività belliche; lo stesso si può dire dei vari sovrani germanici, o dei capitani di ventura del basso medioevo.
Durante l’età moderna, il prestigio conferito dall’uniforme rimase notevole, dato che chi si occupava delle attività militari apparteneva all’elite della società, soprattutto per ciò che riguardava gli ufficiali.
Agli inizi del Novecento, negli anni della “Belle Epoque”, i giovani soldati erano orgogliosi di vestire il loro abbigliamento da parata quando erano in licenza, liberi dalle attività militari.
Dopo la seconda guerra mondiale, l’utilizzo dell’abbigliamento militare al di fuori del contesto propriamente tecnico si è estremamente ridotto; nonostante questo, negli ultimi anni si è potuto assistere ad una ripresa dell’utilizzo di capi d’abbigliamento militari o para militari nella vita di tutti i giorni.Non è più troppo difficile, soprattutto grazie ad una rete di negozi d’abbigliamento specializzati nei capi utilizzati nelle attività militari, procurarsi questo tipo di vestiario.
Pantaloni mimetici, giacche da aviatore in pelle, scarponi rinforzati per la fanteria, baschi con fregi e mostrine molto simili alle originali dell’esercito sono facilmente reperibili.
Parallelamente a questo fenomeno di diffusione dell’abbigliamento militare, si sta diffondendo il soft air, uno sport che si pratica generalmente all’aria aperta in boschi, pascoli, aree montagnose o incluso nelle pinete in riva al mare. Questa attività combina l’emozione della vita militare (con la possibilità di portare una divisa, di usare armi che sono riproduzioni fedelissime delle originali, di pianificare tattiche d’attacco e di difesa con i membri del proprio schieramento) con la vita all’aria aperta e, soprattutto, con la certezza pressoché totale di non farsi del male.

Infatti, nel soft air, l’attività militare viene simulata in maniera realistica e fedele, però grazie a speciali protezioni, il rischio di infortuni è pari a quello di molti altri sport “tradizionali” come il calcetto o la corsa campestre.  Questa nuova attivitá sta riscuotendo molto successo, soprattutto tra i piú giovani, i quali in qualche modo, non avendo direttamente vissuto l’esperienza della guerra, la trovano in qualche modo affascinante e divertente, tanto da ricercare nel Soft air stesso, la simulazione di avvincenti piani strategici militari.

Le adunate militari

Le adunate militari sono sempre state, nel corso della storia, importanti eventi sociali.
In molte polis greche, per esempio, le decisioni principali riguardanti l’intera comunità venivano prese dal popolo in armi, che si riuniva nella piazza ed acclamava le proposte che reputasse migliori.
Nell’antica Roma, le adunate militari erano abbastanza comuni, essendo presenti reparti armati in ogni città dell’impero, ed essendo queste manifestazioni ottime occasioni per scoraggiare qualsiasi tentativo di ribellione.
Proseguendo, durante tutto il Medioevo erano frequenti le adunate militari dei vari signori feudali al cospetto dei rispettivi sovrani (re, imperatore o papa), come atto di vassallaggio e di proclamazione di fedeltà. In queste riunioni della nobiltà, ciascun signore portava con se l’elite delle sue milizie, per dimostrare la sua forza e la sua potenza di fronte al suo sovrano.
Però, se nei secoli più lontani la presenza di truppe era spesso più oggetto di timore per la popolazione, per la paura di violenze e saccheggi, a partire dalla fine del XIX secolo si è potuto assistere ad un mutamento di questa attitudine, con l’avvicinamento graduale e progressivo tra i soldati ed i civili.
Le adunate militari pertanto, si sono trasformate da una dimensione intimidatoria ad un’occasione di fraternizzazione tra soldati e civili, spesso uniti per celebrare importanti feste nazionali.
Attualmente, la parata delle forze armate del 2 giugno a Roma è occasione di festa per diverse centinaia di migliaia di persone, che si radunano per veder sfilare l’elite dell’esercito italiano.
Il 2011 è il centocinquantesimo anniversario della proclamazione del Regno d’Italia.
Per celebrare questa importante ricorrenza si sono celebrate importanti manifestazioni, parate ed adunate militari straordinarie, come quella di Torino del 17 marzo, che hanno portato a conoscenza di moltissimi cittadini di questo emozionante fenomeno.
Le adunate militari sono un evento estremamente spettacolare e coinvolgente, che permette il contatto diretto tra civili e forze armate, e la scoperta di un mondo che altrimenti sembrerebbe lontano e distaccato.
Per esempio, le adunate nazionali delle truppe alpine, uniscono strettamente a famiglie e militari durante i tre giorni della manifestazione, e non è raro vedere nell’occasione truppe in servizio, riservisti, congedati e civili mangiare allo stesso tavolo, condividendo pensieri ed emozioni, in un’emozionante simposio che difficilmente può essere descritto.
Oltre al raduno delle Penne Nere, che ha anche altre edizioni “minori” regionali, soprattutto nel Triveneto, in Lombardia, in Piemonte ed in Abruzzo, sono particolarmente emozionanti le adunate dei bersaglieri, il corpo di truppe d’assalto con i bei copricapi piumati, o dei paracadutisti, con i loro tipici baschi di color amaranto.
Ad ogni modo, un’adunata militare è un’occasione unica per avvicinarsi alle forze armate, e poter ringraziare pubblicamente i soldati per il duro lavoro che svolgono per il bene del paese.

Allenamento militare

Lo sappiamo tutti che i militari eseguono un certo grado di esercizio fisico, soprattutto quelli che appartengono a corpi speciali e che devono avere un certo tipo di addestramento.
L’allenamento militare ha primariamente lo scopo di far acquisire la mobilità e la capacità di sollevamento di carichi (in fin dei conti in un’ipotetica battaglia sono le doti più importanti), ma viene tenuta in grande conto anche la resistenza.

Quali esercizi vengono praticati durante un allenamento militare?
Di sicuro si prediligono quelli che non hanno bisogno di particolari attrezzi ginnici o macchine da palestra, si preferiscono training più “naturali” e, tra le discipline, assume grande importanza la cosiddetta ginnastica isometrica, cioè lo sforzo fisico praticato su un sostegno fisso.
Conosciamo dai film e dai racconti di ex militari quale sia l’importanza della corsa e della marcia in un allenamento militare.
Per quel che concerne la marcia si usa eseguirla sia in modo “leggero”, cioè in abiti da allenamento (i primi tempi) per poi passare a quella in cui si portano le armi e le dotazioni del soldato.
La corsa invece prevede spesso delle interruzioni in cui si eseguono dei piegamenti, dello stretching, salti, percorsi con ostacoli ed esercizi a corpo libero.
La maggior parte di questi ultimi sono semplici, ma mirano a sviluppare la resistenza e l’equilibrio; sono saltelli laterali, scatti e soprattutto flessioni che sono un vero e proprio “must” che accompagna qualsiasi attività fisica.
A volte sono previsti esercizi e percorsi da eseguirsi in coppia.

Per quel che concerne l’utlizzo della palestra vera e propria, l’allenamento militare prevede normalmente l’apprendimento dell’utilizzo di attrezzi semplici come le corde e le pertiche sulle quali arrampicarsi o la sbarra su cui operare serie di trazioni.
Vengono usati anche birilli e sacchi per costruire speciali percorsi da completare nel minor tempo possibile.
Ovviamento bisogna pensare anche ad apprendere le tecniche difensive che devono essere patrimonio di ogni soldato, a questo scopo vengono impartite lezioni specifiche che assemblano le varie tecniche degli sport che si occupano di lotta e di difesa personale.
Ma, visto che con l’abolizione del servizio di leva obbligatorio ormai la figura del militare è divenuta una vera e propria professione, si punta ad educare e a formare le reclute con una grande preparazione sia dal punto di vista strategico che da quello fisico.
Ecco dunque che nell’allenamento militare sono entrati anche esercizi un tempo previsti solo per quei corpi altamente specializzati, come, ad esempio il nuoto.

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